Responsabilità medica: le complicanze dell’intervento di routine …

La terza sezione civile della Cassazione, con la sentenza n. 20586/2012, ha respinto il ricorso di un medico e dell’ospedale presso cui era dipendente contro una sentenza di appello in tema di responsabilità medica.

Nella vicenda sottoposta all’esame dei Supremi Giudici una paziente aveva subito danni al rene con compromissione della normale funzione a seguito di un intervento chirurgico di laparoisterectomia totale per via addominale. Ritenendo sussistente la responsabilità del medico e della struttura ospedaliera, la paziente adiva il tribunale per ottenere il risarcimento dei danni. In primo grado, però, tale domanda veniva respinta ma la Corte di Appello ribaltava la sentenza del tribunale riconoscendo la responsabilità del sanitario e dell’ospedale. E la Cassazione, respingendo il ricorso e condannando i ricorrenti in solido e al pagamento delle spese di giudizio, ha precisato che un intervento chirurgico di routine non può mai ritenersi “di speciale difficoltà”, ai sensi dell’art, 2236 cod. civ., per il solo fatto che si verifichino delle complicanze. Nel caso specifico, la presenza di un quadro anatomico più complesso può solo indicare la necessità di una maggiore attenzione da parte del chirurgo, ma non esclude la routinarietà dell’operazione.

 

Rapportando il principio in ambito odontoiatrico è doveroso ricordare che quasi tutti gli interventi, ivi compresi quelli implanto-protesici, ove non particolarmente complessi, rientrano in quelli c.d. di routine e, quindi, non ci si può avvalere della esimente di cui al citato art. 2236 C.C.

 

Mario Aversa